Escursioni Sabato 2 Novembre

GROTTA DELLE PRAJE

La Grotta delle Praje è una delle più importanti grotte della zona, situata nel comune di Lettomanoppello ad un paio km dal centro.
Formata da due condotte sovrapposte. La galleria più bassa è molto stretta e fangosa, quella superiore è ampia e a tratti concrezionata.
E’ una grotta di facile percorrenza con sviluppo di circa 400 m.

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 45 PERSONE

Una semplice escursione adatta a chi ha poca dimestichezza con gli ambienti ipogei.

SCHEDA DELL’USCITA

Percorso ca. 400 mt
Dislivello ca. 10 mt
Difficoltà FACILE
Partenza ore 10:00
Tempo di avvicinamento 20 min. ca.

Tempo di permanenza 2 ore ca.
Luogo dell’appuntamento Nei pressi dello Speleobar.
Coordinate 42°14’19.28″N 14° 2’14.82″E
Nr. partecipanti Max 45 persone

NOTE

Non è richiesta attrezzatura. E’ necessario essere muniti di casco con illuminazione e scarpe da trekking.
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

INGHIOTTITOIO DI LUPPA

L’inghiottitoio di Luppa è uno dei due grandi inghiottitoi del carseolano. E’ solcato da un torrente non perenne ed è situato nel territorio della Riserva Naturale di Sante Marie, nella omonima Val di Luppa a nord del monte Guardia d’Orlando.
Seguendo il letto del fiume nascosto tra i boschi della Riserva, si giunge all’androne che apre a quota 986 m s.l.m.
Occorre superare il cosiddetto “pseudosifone”, che diviene impraticabile nei periodi di piena, per giungere al Gran Salto ed al lago sottostante.
Seguono altri salti intervallati da piccoli laghi fino a raggiungere le zone più remote della grotta, fino a giungere al Sifone Dolci.

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 15 PERSONE

Una indimenticabile uscita tra meandri, vaschette, cascate, laghi da attraversare a nuoto, spiaggette a ciottoli, e marmitte.

SCHEDA DELL’USCITA

Località Comune di Sante Marie (AQ)
Quota di ingresso 896 mt s.l.m.
Sviluppo 2000 mt circa
Dislivello 178 mt
Difficoltà IMPEGNATIVA
Partenza ore 7:00

Trasferimento in auto 1h 30 min. ca.
Tempo di avvicinamento 5 min. ca.
Tempo di permanenza 9 ore ca.
Luogo dell’appuntamento Coordinate 42°14’55.13″N 14° 2’5.68″E
Luogo di arrivo Coordinate 42.122711, 13.154967
Nr. partecipanti Max 20 persone

NOTE

Necessaria attrezzatura per progressione su corda.
Indispensabile muta stagna/umida e calzari.
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti. Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti.
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

GROTTA DELLA LUPA

Sono passati 5 anni dalla scoperta della Grotta della Lupa ma l’esplorazione e la ricerca, continuano a ritmi serrati.
Si accede alla grotta dall’ingresso della Miniera di Santo Spirito in località di Ripa Rossa nel Comune di Roccamorice (PE) nel territorio del Parco Nazionale della Majella. La grotta è caratterizzata da un lungo meandro, molto concrezionato, che si estende per quasi tutta la sua totalità. In alcuni tratti è presente scorrimento di acqua. Si giunge al pozzo finale di circa 25 metri dal quale partono alcuni cunicoli oggetto delle ultime esplorazioni.

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 12 PERSONE

E’ una delle grotte più belle della Majella, molto tecnica, quanto suggestiva per varietà di speleo temi.
Considerando la tipologia di grotta e la vulnerabilità del suo habitat, classificato Zona integrale, è quanto mai importante il rispetto della normativa vigente in materia di salvaguardia ambientale di cui alla L. 394/91 ad al D.P.R. 05/06/1995.
E’ vietato quindi:
• Il disturbo della fauna selvatica
• Il danneggiamento del soprassuolo boschivo
• La raccolta ed il danneggiamento della flora spontanea
• Il prelievo di materiale d’interesse geologico e paleontologico
• Schiamazzi e rumori molesti di qualsiasi tipo

SCHEDA DELL’USCITA

Località Comune di Roccamorice (PE)
Quota di ingresso 1040 s.l.m.
Sviluppo Orizzontale 1800 mt
Sviluppo verticale 230 mt
Difficoltà MEDIA
Partenza ore 8:00

Trasferimento in auto 30 min. ca
Tempo di avvicinamento 40 min. ca.
Tempo di permanenza 9 ore ca.
Luogo dell’appuntamento Parcheggio Coordinate 42°14’6.47″N 14° 2’15.81″E
Luogo di arrivo Coordinate 42°10’45.0″N 14°04’08.2″E
Nr. partecipanti Max 12 persone

NOTE

Necessaria attrezzatura speleo completa.
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti.
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti.
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

Giro dei tre eremi

Il “Percorso dello Spirito” che vi proponiamo comprende tre Eremi Celestiniani e più precisamente l’Eremo di S.Giovanni dell’Orfento, di Santo Spirito, e di San Bartolomeo in Legio.
Nei silenzi freddi delle scoscese rupi e dei fitti boschi della Majella Madre e del Morrone, molti Eremiti si sono succeduti per raccogliersi in isolamento, privazione e preghiera.
In questi luoghi magici e talvolta impervi è oggi possibile visitare quegli eremi, che spesso sono accovacciati su pareti di nuda roccia strapiombante o ricavati in cavità naturali, luoghi dove è possibile nutrirsi della stessa spiritualità degli antichi monaci.
Il più famoso tra gli Eremiti fu certamente Pietro Angelerio o da Morrone (Isernia 1215 circa, Castello di Fumone (Frosinone) – 1296) che divenne Celestino V – “Il Papa del gran rifiuto”
Pietro fondò intorno al 1264 una congregazione di eremiti che vennero chiamati in seguito ‘Celestini’.
La sua elezione a Pontefice, avvenne a Perugia il 5 luglio 1294 e fu consacrato Papa il 29 Agosto 1294 all’Aquila.
Petrarca definì le nostre montagne come “Domus Christi” perché in questi luoghi impervi, ma di grande bellezza, ci si può sentire vicinissimi a Dio. Il viaggio tra gli eremi è un percorso dell’anima, di comprensione della ricerca dell’assoluto.
In Abruzzo, le cui montagne costituiscono un luogo ideale per la vita ascetica, si contano più di cento Eremi la maggior parte dei quali si trovano proprio sulla Majella. I più conosciuti e visitati sono gli Eremi Celestiniani.
L’eremo di S.Giovanni dell’Orfento lo si incontra a 1227m s.l.m. sul versante alto della Maiella occidentale, nella Riserva Naturale dell’Orfento ed è l’eremo più nascosto e difficile da raggiungere tra quelli abitati da Celestino V.
Le testimonianze parlano della presenza di Pietro da Morrone in questo luogo fino al 1274 e quasi ininterrottamente dal 1284 fino al 1294, anno in cui si trasferì a Sant’Onofrio del Morrone luogo che abbandonò dopo appena un anno per essere incoronato Papa.
Si narra che Pietro abbia originariamente vissuto in solitudine nella grotta, per poi far costruire un piccolo edificio al sopraggiungere dei suoi fratelli celestini. Il luogo in origine era costituito da alcuni ambienti dedicati all’eremitaggio e sotto di essi da una chiesetta, alcune cellette per i monaci, una foresteria per i pellegrini, ma solo i primi sono ancora, seppur con difficoltà, accessibili. L’accesso all’eremo avviene attraverso scale e camminamento scavati nella parete, la cui larghezza in alcuni punti non è più ampia di 50 centimetri e che in prossimità dell’ingresso si interrompe per alcuni metri costringendo il visitatore a proseguire strisciando. Una volta entrati troverete due piccoli ambienti con numerose nicchie scavate nelle pareti e un altarino. La canalizzazione idrica, scavata nella roccia, serviva a raccogliere l’acqua piovana in alcune vasche, quasi tutte ancora perfettamente funzionanti.
Uno dei luoghi più adatti all’ascesi spirituale, secondo il Petrarca nel “De vita solitaria”, è l’Eremo di Santo Spirito a Majella posto a circa 1130m s.l.m.
E’ il più grande ed forse il più noto degli Eremi presenti sulla Montagna Madre. Già nel 1053 era stato abitato dal monaco Desiderio da Montecassino, poi divenuto Papa Vittore III, che vi costruì una chiesetta, trovata distrutta da Pietro da Morrone nel 1246.
Fu il futuro papa Celestino V ad iniziarne la ristrutturazione con la realizzazione di un oratorio e una celletta. I suoi seguaci resero presto necessario l’ampliamento della struttura. Quando fondò la sua Congregazione nel 1263 Celestino V decise di costituire proprio qui la Casa Madre dell´Ordine, mentre la chiesa diventava un Monastero. Nei secoli ospitò una fiorente scuola di lettere e di filosofia. Vi trovarono rifugio Cola di Rienzo e Torquato Tasso. Nel 1586 Pietro Cantucci da Manfredonia costruì la Scala Santa. Negli ultimi anni del XVII secolo, il principe Caracciolo di San Buono, vi aggiunse un edificio a tre piani, la foresteria.
Soppresso nel 1807 l’Ordine dei Celestini, l’edificio venne depredato e dato alle fiamme e solo alla fine dell’ottocento i fedeli di Roccamorice si occuparono della ristrutturazione della chiesa.
Oggi l’Eremo di S. Spirito è costituito dalla chiesa, dalla sagrestia, dalla foresteria e dal complesso monastico, in cui sono situate le celle, la sala del capitolo, la biblioteca, la cappella invernale e il refettorio. Dalla foresteria si può salire la Scala Santa per giungere all’oratorio della Maddalena e a due balconate interamente coperte. Il portale settecentesco, la statua di San Michele Arcangelo e il tabernacolo sono opera di Giuseppe Di Bartolomeo di Roccamorice, realizzati in occasione della riapertura della chiesa nel 1894. Tra le opere di maggior pregio ci sono il coro ligneo, alcune tele raffiguranti la Madonna e la Discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo e una statua del Cristo.
Sotto la chiesa si può poi visitare la grotta dove vissero i primi eremiti con la stanza del Crocifisso, la cella centrale, il luogo scelto per la preghiera da Celestino V.
Infine l’Eremo di San Bartolomeo in Legio. La struttura, probabilmente la più fotografata degli Eremi della Majella, è stata edificata per volere di Pietro da Morrone, su una costruzione pre-esistente, prima del 1250.
Sembra che il futuro papa Celestino V si sia fermato qui al ritorno da Lione, in cui si era recato a piedi dal Papa per difendere la regola dei Fratelli dello Spirito Santo, che diventeranno poi i Celestini e che qui sia rimasto fino al 1276. Siamo a 600 m slm, completamente protetti da uno sperone di roccia lungo 50 metri.
L’Eremo compare improvvisamente all’ultimo momento e l’effetto sorpresa contribuisce a rendere indimenticabile l’incontro. All’Eremo vero e proprio si accede attraverso una scala scavata nella roccia, la Scala Santa che porta ad una balconata rocciosa alla fine della quale si trova la chiesa. Sulla facciata ci sono i resti di affreschi che risalgono al periodo di Celestino V, ormai logorati dal tempo.
All’interno della chiesa si trova un semplice altare su cui è posta la statua di S. Bartolomeo, e una sulla parete sinistra c’è una piccola sorgente d’acqua che i devoti ritengono miracolosa..

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 25 PERSONE

SCHEDA DELL’USCITA

Percorso A/R di ca. 25 km
Dislivello ca. 1100 m
Difficoltà Impegnativo (itinerario per escursionisti preparati) – Sentiero privo di difficoltà tecniche
Partenza ore 7:00

Arrivo previsto ore 18:00 all’Eremo di Santo Spirito
Luogo dell’appuntamento Parcheggio del Teatro di Lettomanoppello.
Coordinate 42°14’50.36″N 14° 2’3.31″E
Luogo di arrivo Coordinate 42.183469, 14.046097
Nr. partecipanti Max 25 persone

NOTE

E’ necessario munirsi di: frontale, almeno 2 litri di acqua, attrezzatura idonea in caso di pioggia, pranzo al sacco.
L’amico a 4 zampe non può partecipare all’escursione.
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti.
E’ necessario lasciare alcune auto nei pressi dell’Eremo di Santo Spirito per poter andare a riprendere le auto all’inizio del sentiero. 42°10’12.2″N 14°05’28.0″E
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

FORRA DELL’AVELLO

Se amate la solitudine e la bellezza di luoghi incontaminati, se vi affascina l’idea di scendere su corda in ambienti rupestri e saltare in vasche d’acqua fresca e limpida, la Majella vi attende in uno dei luoghi più straordinari dell’Appennino, dove potrete vivere un’esperienza che, come i sogni più belli, porterete con voi nello scrigno delle memorie.
Il lungo viaggio verso il Ponte Avella prende avvio con la discesa del profondo Vallone dell’Inferno dove ha inizio l’osservazione della natura che vi circonda, a cominciare dalla varietà della vegetazione.
La Valle dell’Inferno in particolare è il regno dei nevai: l’esposizione a nord ed un ampio bacino garantiscono l’accumulo e la conservazione delle grandi valanghe che vi precipitano. Molto più in basso dopo la confluenza con la Valle di Selvaromana la morfologia cambia, ed il vallone fossile appena percorso cede il posto ad una bella forra sostanzialmente orizzontale che propone tratti di rara suggestione dove si cominciano ad intravedere le straordinarie strettoie che hanno reso celebre l’Avello.
Ma il cuore della gola è molto più giù, nel tratto a valle della confluenza tra la Valle di Selvaromana ed il torrente Avello propriamente detto, che prende vita dalla Valle delle Tre Grotte.
Scendere integralmente questa gola è una fantastica esperienza, tecnicamente completa, in cui sono concentrati molti degli ostacoli significativi della progressione in forra: nevai crepacciati. discese su corpi morti, tuffi in vasca, tratti a nuoto, toboga con forti correnti ed arrampicate.
Questo bel viaggio ha inizio a Pennapiedimonte, un paese pittoresco come pochi, arroccato su uno spallone roccioso a picco sulla valle, affacciandosi dal quale si ha una visione privilegiata sul portale di uscita della forra.
Questo è l’ultimo sguardo che vi concede l’Avello, poi gli occhi non potranno più esservi d’aiuto per seguire il torrente che potrete solo “ascoltare” nel cupo rumore di sottofondo. Finalmente a Linaro si indossa la muta e si passa all’azione. L’inizio è divertente, in parco giochi gratis offerto da madre natura dove i tuffi in belle e profonde vasche si sprecano.
Ben presto a questa dimensione se ne sostituisce un’altra ancora, ancora più straordinaria: superata la confluenza con il Vallone di Selvaromana le basse sponde diventano alte pareti e ben presto la luce diretta del sole vi abbandona.
D’ora in poi dovrete abituarvi alla penombra perenne, squarciata molto raramente dai pochi raggi di luce diretta che illuminano magicamente le strettoie dell’alveo.
Ciò che segue lo scoprirete alla prossima discesa, inutile rovinarvi la sorpresa. Accontentatevi di sapere che già a metà dell’itinerario dimenticherete senz’altro il numero delle volte che vi sarete tuffati, mai più dimenticherete invece le sensazioni suscitate da un luogo come questo.
“Figlie dell’acqua e del vento” di P. Antonini”

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 12 PERSONE

Considerando la tipologia del luogo e la vulnerabilità del suo habitat, è quanto mai importante il rispetto della normativa vigente in materia di salvaguardia ambientale di cui alla L. 394/91 ad al D.P.R. 05/06/1995.
E’ vietato quindi:
• Il disturbo della fauna selvatica
• Il danneggiamento del soprassuolo boschivo
• La raccolta ed il danneggiamento della flora spontanea
• Il prelievo di materiale d’interesse geologico e paleontologico
• Schiamazzi e rumori molesti di qualsiasi tipo

SCHEDA DELL’USCITA

Località Comune di Pennapiedimonte (CH)
Sviluppo ca. 4 km
Quota di ingresso 490 m slm
Dislivello ca. 290 m
Difficoltà impegnativa
Partenza ore 7:00
Trasferimento in auto 1h 30 min.

Tempo di avvicinamento 1h 30 min.
Tempo di permanenza 9 ore ca.
Tempo di recupero auto 30 min.
Luogo dell’appuntamento Parcheggio del Teatro di Lettomanoppello.
Coordinate 42°14’50.36″N 14° 2’3.31″E
Luogo di arrivo Pennapiedimonte. Coordinate 42° 9’37.28″N 14°11’28.39″E
Nr. partecipanti Max 12 persone

NOTE

Indispensabile attrezzatura completa, muta intera e lampada frontale.
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti.
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti.
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

TRAVERSATA DEI DUE EREMI

Ripercorreremo le sue tracce su storici sentieri, fino agli eremi celestiniani di San Giovanni all’Orfento e Santo Spirito a Majella, sempre immersi nella natura selvaggia e maestosa della Montagna Madre.
Lunga traversata ricca di emozioni…i prati della Majelletta, le capanne in pietra il Rifugio Di Marco le iscrizioni pastorali il belvedere dell’Avellana i pascoli di Piana Grande, l’eremo di San Giovanni le pareti della Valle dell’Orfento, il bosco, l’abbazia-eremo di Santo Spirito a Majella, insomma un’avventura imperdibile!
Il Belvedere dell’Avellana è uno spettacolare affaccio sull’alta Valle dell’Orfento, un balcone roccioso che precipita per oltre trecento metri fino al manto verde e compatto della faggeta e che permette di ammirare tutte le vette che coronano la valle.
Come un nido d’aquila, nascosto tra le impressionanti pareti rocciose della valle, sorge l’Eremo di San Giovanni all’Orfento il più amato da Pietro da Morrone e il più inaccessibile tra i luoghi di culto rupestri della Majella sacra.
San Giovanni diceva: “Chi vuol venire nella mia grotta deve strisciare come una serpe, deve avere coraggio e deve arrivare alla mia bellissima grotta, a questo posto così sicuro, così santo e così bello: chi vuole venire deve guadagnarselo. Qui sto bene, sto magnificamente, qui posso stare tranquillo e posso fare penitenza”.
San Giovanni ha fatto una piccola chiesa nella valle dell’Orfento, la più bella chiesa del mondo. (Paolo Sanelli, I miei sogni sono stati tutti sulla Majella).
Il cenobio rupestre di Santo Spirito è sicuramente il più grande e famoso di tutta la Majella, e anche se nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni, mantiene ancora il fascino dovuto alla stupenda posizione nella valle omonima.
La chiesa, gli oratori, la Casa del Principe, la Scala Santa, il sistema idrico, tutto armoniosamente fuso con le pareti ricche di anfratti del vallone.

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 25 PERSONE

SCHEDA DELL’USCITA

Percorso traversata di ca. 11 km
Dislivello ca. 700 m in discesa
Difficoltà media
Partenza ore 8:30

Arrivo previsto ore 17:30 all’Eremo di Santo Spirito
Luogo dell’appuntamento Eremo di Santo Spirito.
Coordinate 42°10’11.8″N 14°05’29.0″E
Nr. partecipanti Max 25 persone

NOTE

E’ necessario munirsi di: frontale, acqua, attrezzatura idonea in caso di pioggia, pranzo al sacco.
L’amico a 4 zampe non può partecipare all’escursione.
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti.
L’organizzazione si adopererà per fornire un servizio navetta dall’Eremo si Santo Spirito, al Rifugio Pomilio, luogo di partenza della traversata.
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti.
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

GROTTE DI STIFFE

Le Grotte di Stiffe rappresentano uno dei fenomeni carsici più conosciuti dell’Italia centrale. L’ingresso della grotta è situato a circa 700 m. s.l.m.. Trattasi di una risorgenza attiva, le cui acque provengono dall’inghiottitoio nell’altopiano di Rocca di Mezzo a quota 1253 m. s.l.m..
Nel 1956 hanno avuto inizio le prime esplorazioni speleologiche; a queste è poi seguito un percorso di valorizzazione del sito che ha portato all’apertura al pubblico del complesso nel 1991.
Nel 1994 un gruppo misto di speleologi aquilani e francesi è riuscito ad accedere per la prima volta alla zona inesplorata successiva alla prima cascata.

GROTTA TURISTICA
MAX 50 PERSONE

Il percorso turistico segue il torrente ed ha una lunghezza di circa 700 metri.
I numerosi laghetti e le cascate, creando uno scenario molto suggestivo.

SCHEDA DELL’USCITA

Località Comune di San Demetrio né Vestini (AQ)
Percorso ca. 700 mt
Dislivello ca. 70 mt
Difficoltà FACILE
Partenza ore 10:00
Trasferimento in auto 1h min. ca.

Tempo di avvicinamento 5 min. ca.
Tempo di permanenza 1 ore ca.
Luogo dell’appuntamento Coordinate 42°15’07.3″N 14°01’24.4″E
Luogo di arrivo Coordinate 42° 15′ 20.62″N, 13° 32′ 32.51″E
Nr. partecipanti Max 50 persone

NOTE

Non è richiesta attrezzatura, è consigliato il proprio casco.
Si richiede abbigliamento adatto e scarpe da trekking.
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti.
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti.
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

GROTTA DEL CERVO

La Grotta del Cervo è tra le più belle grotte visitabili presenti del territorio.
E’ situata nel territorio di Carsoli, e più precisamente nella Riserva Naturale di Pietrasecca.
L’importanza di questa grotta si deve alla sua straordinaria bellezza e stato di conservazione, ed al ruolo che essa ha avuto nel corso dei secoli; sono state ritrovate alcune monete romane e numerosi reperti ossei appartenenti a 4 specie animali del Pleistocene (orso, lince, pantera e cervo).
Durante l’uscita non si può non rimanere incantati dalle maestose concrezioni e dalle numerose vaschette, fossili e non.

PERCORSO L1 e L2
MAX 20 PERSONE

La visita si articola in due livelli.
– Il primo livello è accessibile a grandi e piccoli.
I Bambini di età inferiore ai 10 anni dovranno essere seguiti costantemente da un adulto.
– Il secondo livello prevede l’attraversamento di un piccolo laghetto che si frappone tra il visitatore e la meravigliosa stanza delle vaschette. L’altezza massima dell’acqua è di circa 70 cm e la lunghezza del tratto da attraversare è di circa 10 metri

 

PERCORSO L3 SPELEOLOGICO SOLD OUT

MAX 15 PERSONE

Una volta attraversati i settori L1 ed L2, inizia il percorso speleologico che vi porterà fino a circa 113 m attraverso il fiume di fango, fino ai rami fossili.

SCHEDA DELL’USCITA

Percorso L1 e L2
Località Comune di Carsoli (AQ)
Difficoltà FACILE
Partenza ore 8:30
Trasferimento in auto 1h 30 min ca.
Tempo di avvicinamento 5 min.

Tempo di permanenza 4 ore ca.
RITROVO Coordinate 42°15’12.89″N 14° 2’17.89″E
LUOGO D’ARRIVO Coordinate 42° 8’13.61″N 13° 7’42.90″E
Nr. partecipanti Max 20 persone

NOTE

• E’ necessario essere muniti di casco con illuminazione e consigliati stivali alti alla vita.
• Non si richiede attrezzatura
• Si consigliano calze, scarpe, ed abbigliamento di ricambio
• NON E’ CONSENTITO METTERE I PIEDI NELLE VASCHETTE
• Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti
• Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti.
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

SCHEDA DELL’USCITA

Percorso L3
Località Comune di Carsoli (AQ)
Difficoltà MEDIA
Partenza ore 8:30
Trasferimento in auto 1h 30 min ca.
Tempo di avvicinamento 5 min.

Tempo di permanenza 7 ore ca.
RITROVO Coordinate 42°15’12.89″N 14° 2’17.89″E
LUOGO D’ARRIVO Coordinate 42° 8’13.61″N 13° 7’42.90″E
Nr. partecipanti Max 15 persone

NOTE

• Si richiede muta ed attrezzatura completa
• E’ obbligatorio portare scarpe di ricambio da utilizzare in uscita dalla strettoia al fine di evitare di sporcare di fango i percorsi L2 ed L1 che portano all’uscita.
• E’ altresì obbligatorio togliere la tuta infangata durante l’attraversamento dei percorsi L2 ed L1
• NON E’ CONSENTITO LAVARE L’ATTREZZATURA NELLE VASCHETTE
• Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti
• Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti.
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

OVITO DI PIETRASECCA

L’inghiottitoio naturale dell’Ovito è situato nella Riserva Naturale di Pietrasecca e raccoglie le acque del bacino omonimo che risorgono a 1,3 Km di distanza nella cosiddetta “risorgenza” della Vena Cionca a Pietrasecca.
L’ampio ingresso immette in una larga galleria.
La portata d’acqua è variabile a seconda delle stagioni e delle precipitazioni e può raggiungere portate assai elevate.

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 15 PERSONE

L’inghiottitoio è caratterizzato da uno stretto canyon nel quale si susseguono rapide, laghetti, cascate, e varie diramazioni che portano in ambienti fossili ricchi di concrezioni.

SCHEDA DELL’USCITA

Località Comune di Carsoli (AQ)
Quota di ingresso 800 mt s.l.m.
Sviluppo 1350 mt circa
Dislivello +14 mt/-40 mt
Difficoltà IMPEGNATIVA
Partenza ore 7:30
Trasferimento in auto 1h 30 min. ca.

Tempo di avvicinamento 5 min.
Tempo di permanenza 8 ore ca.
Luogo dell’appuntamento Coordinate 42°14’55.13″N 14° 2’5.68″E
Luogo di arrivo Coordinate 42° 8’4.75″N 13° 8’1.19″E”E
Nr. partecipanti Max 15 persone

NOTE

Necessaria attrezzatura per progressione su corda, muta umida da 5 mm e calzari.
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti.
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti.
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

FORRA DEL CUSANO

L’ingresso ideale per percorrere la forra è il ponte di Roccamorice, posto subito prima del centro abitato provenendo da S. Valentino. Siamo a quota 492 m slm e qui si lascia l’auto in un comodo parcheggio a lato del ponte.
Discesa la scarpata costeggiante il ponte si arriva sull’alveo del torrente in 2 minuti, a quota 475 m slm e qui, sul greto sempre in secca, si parte in discesa con destinazione Il Pilone.
Dopo meno di mezz’ora l’acqua, che scorreva nascosta e silenziosa sotto i detriti, riemerge via via da piccole risorgenze successive e ricostituisce infine una cospicua portata sempre presente anche nei mesi più caldi.
Abbiamo schedato 12 elementi morfologici degni di nota, tra salti naturali o artificiali, pozze e toboga.
I salti più importanti sono due, di dodici metri ciascuno, il primo in corrispondenza della confluenza del fosso Launelle (o fosso Pietralata) ed il secondo più a valle che sembra essere uno specchio di faglia trasversale rispetto alla direzione dell’asta del torrente.
Eccoci finalmente al Pilone a quota 270 m slm: sono passate dalle 6 alle 7 ore da quando 4.8 km prima abbiamo iniziato la discesa dal ponte. Il dislivello complessivo è di circa 200 m e l’ambiente si presenta ricco di emergenze geologiche, morfologiche e zoobotaniche.
Dal Pilone, lasciata l’ultima pozza a nuoto, si risale per il vecchio sentiero dei minatori lungo circa 900 m, fino a quota 400 m slm.

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 12 PERSONE

SCHEDA DELL’USCITA

Località Roccamorice
Sviluppo ca. 4,5 Km
Quota di ingresso 490 m slm
Dislivello ca. 200 m
Difficoltà media
Orario di partenza ore 7:00
Trasferimento in auto 30 min. ca.
Tempo di avvicinamento 5 min

Tempo di permanenza 7 ore ca.
Tempo di recupero auto 45 min ca.
Ritrovo Coordinate 42°15’12.89″N 14°2’17.89″E
Luogo di arrivo Coordinate 42.214394, 14.024149
Nr. partecipanti Max 12 persone

NOTE

– Si richiede attrezzatura personale completa per la progressione in forra
– Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti
– Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it
I testi e le tavole sono di proprietà dell’Archivio GES CAI “Andrea Pietrolungo” di Pescara

“Archivio PNM foto M.Carafa”

ALLA RICERCA DELLA SALAMANDRA PEZZATA E DELLA SALAMANDRINA DI SAVI

Passeggiata all’interno di estese formazioni forestali solcate da ruscelli e torrenti dove vive una delle popolazioni più numerose di Salamandra appenninica assieme ad altre specie di anfibi importanti da un punto di vista ecologico e conservazionistico come la Salamandrina di Savi e la Rana appenninica. Inoltre verranno illustrati gli interventi messi in atto dall’Ente Parco Nazionale della Majella in collaborazione con la provincia di Chieti al fine di consentire i movimenti migratori delle salamandre durante i periodi riproduttivi evitando gli investimenti dal traffico stradale.

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 20 PERSONE

Il percorso consiste in circa 3 km su strada asfaltata e successivamente all’interno di un bosco di faggi per alcune centinaia di metri.

Considerando la tipologia e la vulnerabilità dell’habitat, è quanto mai importante il rispetto della normativa vigente in materia di salvaguardia ambientale di cui alla L. 394/91 ad al D.P.R. 05/06/1995.

E’ vietato quindi:
• Il disturbo della fauna selvatica
• Il danneggiamento del soprassuolo boschivo
• La raccolta ed il danneggiamento della flora spontanea
• Il prelievo di materiale d’interesse geologico e paleontologico
• Schiamazzi e rumori molesti di qualsiasi tipo

SCHEDA DELL’USCITA

Percorso ca. 3 km
Difficoltà FACILE
Partenza ore 9:00
Tempo di avvicinamento 0 min.
Tempo di permanenza 3 ore ca.

Luogo dell’appuntamento coordinate 42°14’6.47″N 14° 2’15.81″E
Luogo di Arrivo Coordinate 41.918867, 14.105616
Nr. partecipanti Max 20 persone

NOTE

Non è richiesta attrezzatura.
l’escursione si effettuerà anche in caso di piogge non abbondanti, è quindi importante essere provvisti dell’abbigliamento adatto.
L’amico a 4 zampe non può partecipare all’escursione.
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti.
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

LA GROTTA DEL CAVALLONE

La Grotte del Cavallone con ingresso a quota 1475 metri s.l.m. ed è annoverata tra le grotte di interesse turistico più alte d’Europa. Situate nei territori dei Comuni di Taranta Peligna e Lama dei Peligni, in provincia di Chieti, la Grotta, così chiamata probabilmente per via di un’enorme profilo di testa di cavallo che si intravede lungo la parete dell’ingresso della cavità, è raggiungibile con una lenta e suggestiva ascesa in funivia, o meglio cestovia bisposto, della durata di circa 20 minuti, che da Pian della Valle sale a quota 1388 m lungo il Vallone di Taranta, e permette di osservare la maestosità della Montagna Madre, la Majella. Si prosegue poi per un breve tratto a piedi ed una scalinata di 180 gradini, fino a giungere al Belvedere. Le grotte del Cavallone sono note sin dal XVII secolo come testimoniato da alcune incisioni presenti sul “sasso dei nomi antichi”. La prima esplorazione documentata risale al 1704, ma bisognerà attendere il 1893 per l’avvio dei lavori finalizzati alla valorizzazione turistica della grotta.

Tra gli illustri visitatori si ricorda il pittore Francesco Paolo Michetti, che ispirandosi alla sala d’ingresso realizzò la scenografia del secondo atto della tragedia dannunziana “La figlia di Iorio”; da allora la Grotta del Cavallone fu chiamata anche Grotta della Figlia di Iorio; le sue sale ed alcune concrezioni portano ancora oggi i nomi dei personaggi della famosa tragedia. Durante l’ultima guerra mondiale fu utilizzata come rifugio dalle popolazioni locali

NUMERO PARTECIPANTI
GROTTA TURISTICA
MAX 50 PERSONE

La visita guidata dura poco più di un’ora e si svolge ad una temperatura costante di 10°C, con un’umidità del 90%, lungo un percorso che si sviluppa per oltre un chilometro, diviso fra una galleria principale e tre diramazioni secondarie.

SCHEDA DELL’USCITA

Località Comune di Lama dei Peligni e taranta Peligna (CH)
Difficoltà Medio/Facile
Partenza ore 9:00
Trasferimento in auto 1h 15 min. ca
Tempo di avvicinamento 30 min. ca

Tempo di permanenza 1 h ca
Luogo dell’appuntamento coordinate 42°15’07.3″N 14°01’24.4″E
Luogo di Arrivo Coordinate 42°01’33.0″N 14°09’43.4″E
Nr. partecipanti Max 50 persone

NOTE

Non si richiede attrezzatura.
Si richiede abbigliamento adatto e scarpe da trekking.
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

GROTTA NERA (USCITA A CARATTERE SCIENTIFICO)

La Grotta Nera è tra i siti ipogei più caratteristici del Parco della Majella. Trattasi di una grotta in cui il libero accesso è normalmente vietato in quanto presenta una tipologia di concrezione tra le più rare al mondo: il “latte di monte” (“moonmilk”), concrezione bianca, morbida al tatto e nella cui genesi concorrono i batteri. Il sito ipogeo è attualmente monitorato dai tecnici del Parco (temperatura, anidride carbonica, radon, ecc.) nell’ambito del progetto ADRIATICAVES.
La visita ha la finalità di monitoraggio per verificare la variazione dei parametri chimico-fisici a seguito di una frequentazione massiva e, cosa più importante, verificare i tempi di recupero. Pertanto, in via del tutto eccezionale, il Parco consentirà l’accesso ad un numero elevato di visitatori (n. 60 partecipanti), condizione, questa, pressoché irripetibile in condizioni ordinarie. In pratica, gli stessi visitatori, nel modificare i parametri monitorati, saranno “parte attiva” del monitoraggio.
E’ bene specificare che in considerazione del numero elevato di partecipanti i tempi tra una visita e l’altra saranno di molto dilatati (almeno un’ora). A tal proposito sebbene la strumentazione presente in grotta verrà settata in modo da registrare i diversi parametri con periodo compreso tra 1 e 5 minuti, la permanenza in grotta dovrà comunque assicurare una variazione rilevabile dei parametri chimico-fisici. Il percorso nella grotta sarà, altresì, OBBLIGATO e saranno rese disponibili alcune aree per poter effettuare delle fotografie.
E’, dunque, necessaria la collaborazione di tutti i partecipanti.
Per tali ragioni i tempi saranno abbastanza lunghi: per tal ragione chiunque vorrà partecipare all’esperimento dovrà essere conscio del fatto che la visita non sarà per nulla ordinaria.
Tutta l’attività sarà coordinata dal personale del Parco che si occuperà anche della gestione della tempistica di accesso e di permanenza nel sito al fine di registrare tutti i parametri d’interesse.

IMPORTANTE: PER LA PARTECIPAZIONE ALLE USCITE IN PROGRAMMA E’ OBBLIGATORIO ESSERE IN POSSESSO DI UNA COPERTURA ASSICURATIVA ADEGUATA ALLA TIPOLOGIA DI ATTIVITA’

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 60 PERSONE

L’avvicinamento avviene percorrendo i circa 6,7 km della strada sterrata che dall’area picnic di Palombaro (Grotta Sant’Angelo n.2) conduce a Feudo d’Ugni. Il dislivello positivo in salita ammonta a 700 m. In corrispondenza di un tornante a 1400 m s.l.m., si lascia la strada forestale e dopo circa 100 m di sentiero si giunge al cancello di ingresso alla grotta. La grotta è di modeste dimensioni, completamente orizzontale, ed è rappresenta un vero e proprio gioiello geologico della Maiella.

Considerando la tipologia e la vulnerabilità dell’habitat, è quanto mai importante mantenere un comportamento rispettoso delle norme che regolano la fruizione del Parco Nazionale della Majella.

E’ vietato quindi:
• Il disturbo della fauna selvatica
• Il danneggiamento del soprassuolo boschivo
• La raccolta ed il danneggiamento della flora spontanea
• Il prelievo di materiale d’interesse geologico e paleontologico
• Schiamazzi e rumori molesti di qualsiasi tipo

SCHEDA DELL’USCITA

Località Comune di Palombaro (CH)
Difficoltà Media
Partenza ore 9:00 dall’are picnic di Palombaro (Grotta Sant’Angelo n.2)
Trasferimento in auto 1h 15 min. ca
Percorso 6,7 km ca solo andata
Tempo di avvicinamento 2 h ca

Tempo di permanenza 4 h ca
Luogo dell’appuntamento coordinate 42°7’57.84″N 14°11’47.43″E
Luogo di Arrivo Coordinate 42°8’18.49″N 14°10’25.14″E
Nr. partecipanti Max 60 persone

NOTE

Non si richiede attrezzatura
E’ necessario essere muniti di casco con illuminazione, scarpe da trekking e tutto l’occorrente per l’escursione, acqua compresa
L’amico a 4 zampe non può partecipare all’escursione
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

COMPLESSO MINERARIO DI SAN GIORGIO

L’uso del bitume sulla Maiella risale al Neolitico; la sua prima commercializzazione è testimoniata già in epoca romana. Tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, lo sfruttamento venne industrializzato facendo dell’area compresa fra Scafa, San Valentino in A.C., Manoppello, Lettomanoppello, Abbateggio, Roccamorice, ma anche Caramanico Terme, Tocco da Casauria, Serramonacesca, Bolognano, Turrivalignani e Popoli, un bacino minerario tra i più importanti d’Italia.
Dopo il 1840, il geniale imprenditore abruzzese Silvestro Petrini impianta sulla Maiella la prima attività industriale per l’estrazione di asfalto e bitume. A lui segue il conterraneo Donato Paparella. Il successivo sfruttamento è da parte di aziende soprattutto straniere, quali la Reh e C., e la Neuchatel Asphalte Company; questo portò alla crescita infrastrutturale del polo minerario con la costruzione di ferrovie, teleferiche, centrali idroelettriche, grandi stabilimenti per la lavorazione del materiale estratto. Le varie concessioni verranno assorbite dopo la prima e la seconda guerra mondiale dall’italiana SAMA.
Oggi la testimonianza del duro lavoro del minatore rimane nelle centinaia di gallerie sotterranee strutturate anche su molteplici livelli sovrapposti: chilometri di binari, carrelli, bunker sotterranei, montacarichi, tramogge, stazioni di carico.

Il Complesso minerario di San Giorgio è situato nel Comune di Roccamorice (PE), è testimonianza straordinaria di archeologia industriale attraverso una lunga traversata nelle viscere di tre miniere diverse.

L’avvicinamento è breve.

IMPORTANTE: PER LA PARTECIPAZIONE ALLE USCITE IN PROGRAMMA E’ OBBLIGATORIO ESSERE IN POSSESSO DI UNA COPERTURA ASSICURATIVA ADEGUATA ALLA TIPOLOGIA DI ATTIVITA’

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 20 PERSONE

SCHEDA DELL’USCITA

Località Comune di Roccamorice (PE)
Difficoltà alta
Partenza ore 8:00
Trasferimento in auto 15 min. ca
Tempo di avvicinamento 10 min. ca

Tempo di permanenza 7 h ca
Luogo dell’appuntamento coordinate 42°14’6.47″N 14°2’15.81″E
Luogo di Arrivo Coordinate 42°13’26.0″N 14°01’52.4″E
Nr. partecipanti Max 20 persone

NOTE

Indispensabile tuta speleo, guanti, casco con luce, ed attrezzatura completa per la progressione in verticale.
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti
Per prenotare l’escursione e per qualsiasi altra informazione scrivi una mail a: escursioni@strisciando2019.it

MINIERE DI SANTA LIBERATA E PIANO DEI MONACI-CESE

L’uso del bitume sulla Maiella risale al Neolitico; la sua prima commercializzazione è testimoniata già in epoca romana. Tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, lo sfruttamento venne industrializzato facendo dell’area compresa fra Scafa, San Valentino in A.C:, Manoppello, Lettomanoppello, Abbateggio, Roccamorice, ma anche Caramanico Terme, Tocco da Casauria, Serramonacesca, Bolognano, Turrivalignani e Popoli, un bacino minerario tra i più importanti d’Italia.
Dopo il 1840, il geniale imprenditore abruzzese Silvestro Petrini impianta sulla Maiella la prima attività industriale per l’estrazione di asfalto e bitume. A lui segue il conterraneo Donato Paparella. Il successivo sfruttamento è da parte di aziende soprattutto straniere, quali la Reh e C., e la Neuchatel Asphalte Company; questo portò alla crescita infrastrutturale del polo minerario con la costruzione di ferrovie, teleferiche, centrali idroelettriche, grandi stabilimenti per la lavorazione del materiale estratto. Le varie concessioni verranno assorbite dopo la prima e la seconda guerra mondiale dall’italiana SAMA.
Oggi la testimonianza del duro lavoro del minatore rimane nelle centinaia di gallerie sotterranee strutturate anche su molteplici livelli sovrapposti: chilometri di binari, carrelli, bunker sotterranei, montacarichi, tramogge, stazioni di carico.

La Miniera di Santa Liberata, ed il Complesso minerario di Piano dei Monaci-Cese, ricadono nel territorio di Lettomanoppello (PE), ed in parte il quello di Abbateggio (PE); sono testimonianza straordinaria di archeologia industriale attraverso una lunga escursione che prevede la visita di due stazioni per il carico e scarico del materiale estratto e di due gallerie.

L’accesso alle due gallerie sarà limitato a qualche centinaio di metri.

IMPORTANTE: PER LA PARTECIPAZIONE ALLE USCITE IN PROGRAMMA E’ OBBLIGATORIO ESSERE IN POSSESSO DI UNA COPERTURA ASSICURATIVA ADEGUATA ALLA TIPOLOGIA DI ATTIVITA’

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 20 PERSONE

SCHEDA DELL’USCITA

Località Comune di Lettomanoppello (PE), Comune di Abbateggio (PE)
Difficoltà facile
Partenza ore 8:00
Trasferimento in auto
Tempo di avvicinamento 15 min. ca

Tempo di permanenza 5 h 30 min ca
Luogo dell’appuntamento Terrazza lato Speleobar

Coordinate42°14’17.9″N 14°02’14.5″E
Nr. partecipanti Max 20 persone

NOTE

Indispensabile casco con luce e scarpe da trekking
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti
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EMISSARIO DEL FUCINO – TRAVERSATA INCILE DISCENDERIA DELL’IDROMETRO

Questa opera idraulica è ancora oggi considerata una delle più maestose del mondo.
L’impresa di regimentare le acque del Lago Fucino, con lo scopo di ovviare alle periodiche esondazioni, e per poter strappare nuove terre fertili alle acque riuscì all’Imperatore Claudio tra il 41 e il 52 d. C.
Il prosciugamento definitivo avvenne ad opera del banchiere romano Alessandro Torlonia dal 1854 al 1878, riprendendo in gran parte le opere e i progetti di 18 secoli prima, è infatti possibile trovare, a tratti, i muri di epoca romana realizzati in opus reticulatum.
Nel 1876, ottenuto il prosciugamento totale del lago che venne dichiarato in modo ufficiale con un documento del primo ottobre 1878, l’Architetto dei Torlonia, Carlo Nicola Carnevali, realizzò il giardino e la monumentalizzazione della testata dell’emissario che, situata a sud di Avezzano in località di Borgo Incile, è sormontata dalla statua dell’Immacolata Concezione.
L’opera è ancora pienamente funzionante e le paratie vengono aperte ogni qual volta si necessita di drenare le acque meteoriche
La lunghezza totale dell’emissario sotterraneo che attraversa il Monte Salviano fino a località Pisciacotta di Capistrello, è di oltre sei chilometri con una portata media pari a 9,09 m3/s con dislivello di 8,44 metri e una pendenza media pari a metri 1,50 per chilometro.

L’uscita consiste in una semplice traversata di circa 600 nel cunicolo compreso tra le due discenderie.

IMPORTANTE: PER LA PARTECIPAZIONE ALLE USCITE IN PROGRAMMA E’ OBBLIGATORIO ESSERE IN POSSESSO DI UNA COPERTURA ASSICURATIVA ADEGUATA ALLA TIPOLOGIA DI ATTIVITA’

NUMERO PARTECIPANTI
MAX 50 PERSONE

SCHEDA DELL’USCITA

Località Case Incile – Avezzano (AQ)
Difficoltà facile
Partenza ore 9:00
Trasferimento in auto – 1 h ca
Tempo di avvicinamento 0 min. ca

Tempo di permanenza 1 h ca
Luogo dell’appuntamento coordinate42°15’17.43″N 14°02’22.13″E
Luogo di arrivo coordinate41°59’24.05″N 13°26’5.02″E
Nr. partecipanti Max 50 persone

NOTE

E’ necessario essere muniti di casco con illuminazione, stivali bassi ed un bastoncino da trekking, utile poiché il fondo è scivoloso
Non si richiede attrezzatura
Gli spostamenti in auto sono a carico dei partecipanti
Eventuali informazioni aggiuntive saranno preventivamente comunicate ai partecipanti

IN CASO DI MALTEMPO E QUINDI ALL’IMPOSSIBILITA’ DI PERCORRERE LA GALLERIA A CAUSA DELL’EVENTUALE APERTURA DELLE PARATIE PER ASSICURARE LE OPERAZIONI DI DRENAGGIO, L’USCITA POTRA’ ESSERE ANNULLATA

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